Il lupo è cattivo, l’agnello è buono. La storia così raccontata andrebbe rivista. L’agnello è piagnone, fragile, vulnerabile e in questa sua veste gode sempre di una buona reputazione. Ci sarà anche qualche agnello cattivo e un lupo buono. La storia però volge sempre a mettere in cattiva luce il lupo, perché così fa comodo al moralismo imperante. Ci sono persone che appaiono ‘buone’; in verità, quando devono mostrarsi per quello che effettivamente sono  esce fuori la cattiveria. La gente vuole così: falsificare cose e persone, camuffare i propri sentimenti, dare un’immagine di comodo. I social mettono a nudo tantissime incongruenze e falsità: uomini e donne a significare rettitudine e onestà, ma poi nella vita reale sono ben altro. Si rilasciano dichiarazioni di lodi e di moralismi che inducono al vomito. IL mondo va così. Sarebbe bello, almeno una volta, stare dalla parte del lupo per comprendere meglio la questione della falsità non solo narrativa ma anche dal punto di vista comportamentale. Ebbene, la favola di Cappuccetto Rosso è una delle più note, narra di un terribile e feroce lupo che minaccia la sua vita e quella della sua nonnina. Questa è la versione ufficiale di Cappuccetto Rosso. C’è comunque da chiedersi cosa avrebbe il lupo da dire su tutto ciò, in quanto presunto colpevole, anche perché qualche volta è bene a provare a dubitare delle verità spacciate e svendute a buon prezzo alle persone poco avvedute.

Vediamo cosa avrebbe da dire il lupo. Il bosco era la sua casa, abitava lì cercando di mantenerlo pulito e ben sistemato. Un giorno mentre era intento a raccogliere l’immondizie lasciate nel bosco da alcuni ragazzi, sentì dei passi e con prudenza si nascose dietro un albero. Vide una ragazzina con un cesto in mano. All’apparenza sembrava vestita in modo stravagante: tutta di rosso e con un cappuccio sulla testa. Il lupo si avvicinò alla ragazzina e le chiese come si chiamasse e dove stesse andando. Cappuccetto rosso rispose che stava portando il pranzo alla sua nonnina. Tuttavia, la ragazzina rimproverò con disprezzo  al lupo di avere orecchie grandi, denti brutti, e di essere cattivo. Sappiamo bene che nessun lupo mangerebbe una bambina, ma quella ragazzina incominciò a correre per il bosco urlando che il lupo voleva mangiarla. Tutti a dare la caccia al povero lupo che fu stanato nei pressi di una grotta e ucciso da un cacciatore. Cappuccetto rosso tirò un sospiro di sollievo e la storia venne raccontata al mondo intero così come piaceva alla ragazzina. Il povero lupo, calunniato e ucciso, non ebbe mail la possibilità di raccontare la sua versione dei fatti.

Se c’è davvero una morale, è quella che qualche volta bisognerebbe provare a parlare con il lupo, e forse qualcosa di diverso verrebbe fuori.

W il lupo!

25/07/2024

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