Bollente come un brodo vedo immagini di vita di un paese che vive di ripetizioni.  Una vecchia mi chiede di non parcheggiare l’auto nei pressi dell’uscio di casa sua perché le toglierebbe l’aria, un signore di mezza età con la paglietta bianca e la giacca blu compra il Corriere della Sera, una famigliola del Nord prende la strada per il mare. Il pescivendolo urla che il pesce è fresco e buono. Un bimbo invece piange. Una donna appariscente va di fretta e non sorride. Un ragazzo di colore mi propone la sua mercanzia: gli regalo un euro, intanto un vigile scocciato m’invita a spostare l’auto.

Nonostante le presenze siano consistenti, m’accorgo di assenze, qualcosa manca e con il naso all’insù osservo il sole tondo e panciuto che ridacchia. Angurie di Nardò extra a 0,25 euro in bella vista sul camion, m’incuriosisce e al contempo frullano nella mente ricordi appassiti e spazzati via dal frenetico movimento ossessivo dell’agire di ogni giorno.

Bisognerebbe, penso, vivere con meno ed essere felici. Ma è come chiedere al passero di fidanzarsi con la gazza, impossibile operare aggiustamenti e revisioni sul nostro modo di vivere improntato sul nulla, sull’apparenza, sul successo che deve appagare la voglia di affermazione. La nostra è una società narcisistica. Meglio lasciare perdere queste cose, non ne vale la pena.

Dopo il consueto caffè riparto per il mare di Rivabella di Gallipoli. Vado al ghetto: non pago l’ombrellone al concessionario demaniale, mi sistemo sul piccolo lembo di spiaggia degli accattoni, dove si può trovare di tutto: sigarette, bicchieri e buste di plastica, pannolini, residui di cibo consumati all’ombra dei pini morenti. Lo zingaro con la fisarmonica diffonde musica e un po’ allieta l’atmosfera immanente di delusione, ma il Salento è bello, leggo sui giornali: terra meravigliosa.

Ritiro le mie cose e vado via. Sopprimo strada facendo i particolari brutti di una bellezza paesaggistica contaminata dall’uomo che ha smesso da tempo di avere un pensiero, una ragione di continuità dell’esistenza collettiva in un ambiente che necessita tutela e rispetto.

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