L’allineamento nel gregge è una condizione di comodità e di tranquillità, non ti fa mai mancare nulla né sentire solo, il cane vigila e provvede più del pastore. Uscirne fuori però costa molto in termini di coraggio e di sofferenza: ti additeranno come traditore e presuntuoso, le malelingue produrranno veleno più del solito, gli amici ti abbandoneranno senza pietà, chi per paura chi per vigliaccheria, cancellandoti come un rigo superfluo in una storia inutile. Il gregge è utile agli affari personali, alle sistemazioni di ogni ordine, alla perpetuazione della sottomissione volontaria del pastore. Rimane soltanto nel fuoriuscito la certezza e il premio di una libertà conquistata, non subordinata né agli amici né ai nemici, tuttavia il gregge vincerà sempre nelle squallide logiche di vita di molti, di tutti, di alcuni.  Ma prima o poi tutto tenderà alla fine, giacché qui – adesso -, in questo momento, siamo solo frammenti di un nulla in un universo che difficilmente ci accoglierà.

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