In difesa dell’asino

Montaigne dedica nei Saggi un piccolo e significativo interesse a questo animale, apostrofandolo con il termine ânerie, l’equivalente bruniano di asinità. Il filosofo attribuisce all’asino il titolo di animale contemplativo, ne sottolinea la natura riflessiva e meditabonda, elevandolo al rango di filosofo.

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