Borges e la poesia

“Nessuno dovrebbe avere il coraggio di dire di se stesso:”sono un poeta”.

Sarà il tempo della storia a dare l’investitura di poeta.

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Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo (Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986) è stato uno scrittore, poeta e traduttore argentino.

Narratore, poeta e saggista, è famoso sia per i suoi racconti fantastici, in cui ha saputo coniugare idee filosofiche e metafisiche con i classici temi del fantastico (quali: il doppio, le realtà parallele del sogno, i libri misteriosi e magici, gli slittamenti temporali), sia per la sua più ampia produzione poetica, dove, come afferma Claudio Magris, si manifesta  l’incanto di un attimo in cui le cose sembra stiano per dirci il loro segreto .

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Citazioni tratte da “Testamento poetico letterario, Giunti, Firenze, 2004, parte seconda, Sul futuro della poesia, l’estetica, la vita e la lettura, pp. 19- 21-22-24. *Si tratta delle ultime parole che Borges ha pronunciato in pubblico nelle conferenze tenute a Tokio (aprile 1984) e a Milano (novembre 1984 – 30 novembre e 1° dicembre 1985). Pochi mesi dopo Borges muore a Ginevra, il 14 luglio 1986.

“Credo che ogni scrittore debba abbandonarsi a questo piacere, al piacere di sognare, di scrivere.”

Credo che la poesia sia atemporale e non abbia niente a che fare con le epoche e le circostanze.

“Dal punto di vista personale vivo come se fossi immortale, anche se desidero e a volte aspetto impazientemente la morte. Vivo comunque proteso al futuro: è l’unico modo di vivere.”

“Il più grande poeta del XIX secolo, Walt Whitman, disse:”So molto poco o niente sulla mia stessa vita, per sapere qualcosa scrivo dei versi.”

Per Borges la poesia non appartiene esclusivamente all’autore che ha generato il verso da un sbustrato multiforme di sentimenti, ricordi, esperienza, lettura ma al lettore che deve verificarne l’esistenza come unica certezza di sentimenti ricercate in se stesso. Poesia quindi come possibilità di stabilire un aggancio con il lettore che diventa protagonista dell’opera. IL poeta detiene provvisoriamente il messaggio esplicato con i versi ma al contempo si colloca nella memoria etrena di chi legge e lo assimila, lo riscrive, lo immagina dentro se stesso. Tant’è che scrive **”Non so che cosa significhi la mia opera. Anzi non so se davvero posseggo un'”opera”: si tratta piuttosto di frammenti, di brogliacci, però la gente ci ha trovato qualcosa e forse qualcosa c’è davvero, a dispetto delle mie intenzioni.” Come se avesse rinunciato al diritto di primogenitura dell’opera. La letteratura è concepita come un libro infinito che il lettore è sollecitato a continuare a scrivere con la sua immaginazione e fantasia, e non vi sarà un ritorno ma un continuo cammino verso la memoria impossibile e il sogno.

* dalla prefazione di Antonio Bertoli al libro Testamento poetico letterario.

** Borges, opera citata, pag. 19.

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Borges su Internet, si consigliano per la lettura i seguenti siti:

– Le lezioni americane http://www.nazioneindiana.com/2012/07/25/la-voce-di-borges-audio/

– Rai Libro Educational. Borges l’eclettico, Cesare Cavalerri, a cura di Andrea Monda http://www.railibro.rai.it/interviste.asp?id=220

– Italia Libri. Nove saggi danteschi, Jorge Louis Borges. Contributo di Francesco Carbone: Un cercare pieno d’incanto http://www.railibro.rai.it/interviste.asp?id=220

– Amaltea. Il Salento di Borges, Alessandro La Porta

http://nuke.amalteaonline.com/Portals/0/upload_rivista/Rivista_cinque/2007_01_Riscritture_01.pdf

– Educazione e scuola. Borges: l’uomo infinito (tra Spagna e Argentina) di Antonio Stanca, tratto da “segni e comprensione” – maggio-agosto 2004, Università degli Studi – Lecce – http://www.edscuola.it/archivio/antologia/recensioni/borges.htm

– Wikipedia. Opere di Borges (consultato il 4 novembre 2011) http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Opere_di_Jorge_Luis_Borges