Ognuno sta solo sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera.

 

Il tema della solitudine dell’uomo e della precarietà della sua esistenza in questa lirica di Quasimodo  è espresso nella essenzialità poetica tanto da diventare  un modello- limite  di fare poesia. La lirica condensa, in tre versi liberi di varia misura, la concezione della vita e delinea tre condizioni esistenziali dell’uomo: nel primo verso l’uomo è solo con se stesso; nel secondo si allude alla precarietà della vita in segmenti di dolore e speranza; nel terzo l’inevitabilità della morte che improvvisa e fulminea colpisce ogni illusione… ed è subito sera.

Salvatore Quasimodo

(Modica, 20 agosto 1901 – Napoli, 14 giugno 1968), poeta italiano, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1959.

Fu protagonista della esperienza poetica dell’ermetismo sulla base di Ungaretti, di Montale e dei simbolisti francesi. L’ermetismo si afferma in Italia tra gli anni Trenta e Quaranta e si sviluppa nel periodo compreso fra le due guerre mondiali. Il termine deriva da Ermete, il Dio delle scienze occulte. Il poeta come tutti gli ermeti si avvale di un linguaggio più intuitivo, breve, oscuro e di difficile comprensione, ma che riesce a tradurre con immediatezza le rivelazioni del subconscio, concependo la poesia come espressione pura della parola.

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