Il cuore indocile della Strega

La sua mania di vivere fra fumi già è voce – spartito, [i libri corrosi dal tempo nella nevrosi asfittica  della città non hanno copertine], fanno festa grande i bambini in tribunale con Pinocchio, ma Babbo Natale si ubriaca.

Ah, non si respira più, i magi non trovano il deserto: dov’è il Bene? Ridono e si spacciano in versi di cornacchie. Nuda sulla pianta invece prendeva la luna la Strega [la memoria è nevrosi di moda].

Vincenzo urla: Arrivano? Chi? Ma chi sono? Boh? Piove luce rapida, suscita colori di arcobaleno onorario, dunque è la Voce? Boh? L’udienza è già bell’è pronta. Ah, sì, veramente? Eh, vedrai, vedrai!

Sghignazzano i figli di Eva, e lei con il seno nutre i miseri, annunzia il cielo e prepara la terra,resiste alle lusinghe infide. Il valium in vena, le mani congiunte sussurra: Scenda su di voi lo Spirito. Arrivano i gendarmi, la Strega stramazza con lacrime di sangue. Ah, la memoria? Si! Vincenzo: Siano i suoi lamenti giubilo. Tutti: Evviva, la Strega è morta! Arrivano finalmente i magi. I pastori si riprendono le pecore.