-
Pensate forse di non andare via?
Ce ne andiamo, finalmente,
e non sappiamo cosa dirvi
vorremmo ma non possiamo
voi con il dolore, noi con l’ultima fatica
non crucciatevi, sapeste come stiamo
capireste.
Non crucciatevi dei giorni:
vanno e vengono, vi sfiorano
soltanto per un momento
e credete d’essere vincitori.
Ce ne siamo andati ubbidendo,
tacere dobbiamo per obbligo,
rivelare non dobbiamo.
-
Pende un sogno da capo a fondo
Eccomi in un ritardo di gente:
di giorno non posso uscire,
non c’è nessun Dio che mi raccolga.
Dinanzi alla catastrofe del tempo
in argumentium e silentio
sia lode del fiorir morte.
-
Aprile
Solo ieri è arrivato con un carico di sole
e già morde pioggia.
Del calendario è il più bizzarro,
mese della miseria di sole,
non si prodiga all’affare.
S’annuncia felice ma
muore nel suo destino di paglia.
-
Il poeta del caffè
Il bello ritornava nelle note di una canzone
che dei giorni andati era sussulto di giovinezza
così nel rituale di un solito e nero caffè
un poeta forestiero che pareva nomade
vendeva per quattro soldi versi d’amore
agli astanti stupidi e noiosi
che ridevano e rastrellavano versi.
-
Una al giorno (1)

-
Tanto poi cosa succederà?
Eri méntore
e del tuo frinire
mi allietasti in percorsi di autunno
e fu un fiorire di ciclamini,
ora è sequela di aneliti
per un calco di disubbidienza
(Il passo della notte, Lupo editore, 2012)
-
Vorrei morire
Vorrei morire con il profumo degli aranci, di giorno,
possibilmente senza nubi con un sole mite. Con la
gente per strada a far finta di niente. Fumando l’ultima
chesterfield. Col gel sui capelli, rasato e profumato. Con le
mani nelle mani di colei che ha voluto amarmi. Bevendo
l’ultimo caffè. Sorridendo al mio avanzare nella staticità di
un inizio eterno.(Elio Ria, Il passo della notte, Lupo Editore, Copertino 2012, IX, p. 41)
-
Quando niente è più niente
Portai con me la carezza
sui viali ancora accesi di sole
in ore ritardate di fermezza
inutilità delle parole, e
garbuglio di vita
di un giovedì sfuggito all’estate
(Elio Ria, Il passo della notte, Lupo editore, 2012)
-
Poeta, muori!
L’orizzonte è negli occhi delle albe
che del bel tramonto attendono il passo
non per finzione di continuità
ma per rimandi di pagine di giorni
in mille equazioni di poesia.
Poeta non disperdere sguardi nel cielo,
chiediti perché ti è stato chiesto di vedere.
Non indugiare,
muori;
e dell’angelo che incontrerai
raccontaci.
-
Di te sogno
… di te sogno
il profumo delle spezie della Persia
il tuo corpo che avvelena la mente
l’inatteso incanto… di te sogno
il desiderio di un fiume
che scorre su un letto di rose
per possedere il piacere… di te sogno
la fiamma accarezzata dal vento
delle anime oscene
in un istante di vibrante passione
(Sogno, Maria Laura Canaparo)