Così van tutti i pomeriggi, allo stesso modo, senza distrazione, con gli orologi del solito sole. Luglio affetta angurie e mare, capriccioso e impenitente. Si ubriaca, balla sino all’alba, invade le notti di follia, brucia le ore.

Così va luglio alla fine… vigliaccamente nell’umido scirocco d’Oriente. Scortese, impavido.

Agosto fanciullo ride in disparte; s’appresta al saluto, all’ultimo saluto, che del tramonto dorato della notte grave intravede la fuga.

Luglio è già dire brullo, infine è  meteora di un’estate scoperta, nuda, rifatta.