Il libro dell’inferno

Dei libri che cerco non ho idea. Ho l’idea, però, del libro che un giorno si presentò a me come un demone, e non seppi leggerlo. Ancora adesso mi ritorna in mente quel libro come un gioco linguistico senza regole. Allora, adesso vorrei fingermi demone e mettermi alla ricerca in inferno. Mi fingerò demone per confondermi. Attiverò falò di parole nei momenti di rimandi dei tempi sospesi. Non avrò luna né sole, fiamme soltanto. Il paradiso smetterà di perseguitarmi. Vorrei il libro indicibile, difficile da comprendere ma chiaro nell’idea di una stagione d’inferno, di fuochi incontrollabili, serpeggianti nei luoghi di comodità. Vorrei l’inferno che non c’è ancora, da leggere nel libro dei demoni: il titolo? è già un inferno.